ERBE SPONTANEE COMMESTIBILI: dove trovare e come cucinare le più comuni

ERBE SPONTANEE COMMESTIBILI: dove trovare e come cucinare le più comuni

Quando ero bambina trascorrevo moltissimo tempo nel casale in campagna di mia nonna e una delle mie attività preferite era, in primavera, trotterellare dietro di lei con una grande cesta aiutandola a raccogliere le erbe spontanee tra i filari della vigna, nei campi e nei prati. Mi affascinava la varietà di cibo che si potesse trovare così “dal nulla”, gratis, senza che nessuno si fosse preoccupato di curarlo o piantarlo; era una sorta di ritorno alla primordialità, a tempi preistorici quando l’agricoltura non era ancora stata inventata.
Con il passare degli anni ho imparato a riconoscere e cucinare questi tesori selvatici e oggi voglio svelarvene tutti i segreti!

COME RACCOGLIERE E CONSERVARE LE ERBE SELVATICHE

Innanzitutto è importante evitare di raccogliere le erbe selvatiche che nascono lungo le strade asfaltate poiché saranno contaminate dai gas di scarico delle auto, oppure nei campi intorno alle industrie che utilizzano sostanze chimiche.
Una volta individuato un luogo idoneo, non strappate le erbe spontanee commestibili, bensì usate un paio di forbici di modo da non danneggiare la pianta, lasciare la radice nel terreno e favorirne la futura ricrescita.

Quando le avrete colte non disponetele in sacchetti di plastica, si formerebbe della condensa che farebbe deteriorare le foglie più tenere; utilizzate una cesta ricoperta con un canovaccio.
È consigliabile cucinare rapidamente le erbe, l’ideale sarebbe farlo appena arrivati a casa dalla “battuta di raccolta”. Se proprio non vi è possibile, conservatele in frigo avvolte in uno straccio di cotone o lino, ma ricordate che non dureranno più di un giorno.
Il metodo migliore per mantenere le erbe selvatiche a lungo utilizzabili è tenerle in freezer con delle piccole accortezze quali prima lessarle per qualche minuto in acqua bollente e salata, poi scolarle e lasciarle raffreddare completamente (in questo modo non si ingialliranno). A questo punto si potranno riporre in congelatore dentro a contenitori aggiungendovi la loro acqua di cottura fino a coprirle.

Per quanto riguarda il lavaggio delle erbe, fate prima un ammollo con bicarbonato e svariati cambi d’acqua finché non risulterà limpida; dopodiché sciacquatele sotto acqua corrente a temperatura ambiente.

QUALI SONO LE ERBE SPONTANEE PIÙ COMUNI

Vi elenco ora piante selvatiche commestibili più riconoscibili e facilmente reperibili in tutte le campagne italiane. Di ognuna vi indicherò in che luoghi e periodi cresce, più come cucinarla.

TARASSACO

Il tarassaco, anche noto come dente di leone, cresce da fine inverno ad autunno inoltrato. Le sue foglie hanno un gusto amarognolo e le più piccole, tenere e meno amare, sono ottime da aggiungere crude nelle insalate. In estate, tuttavia, quest’erba assume un sapore ancora più deciso quindi è meglio servirla lessata velocemente in acqua e poi saltata in padella con aglio, olio e parmigiano.
Potete raccoglierne anche i boccioli dei fiori: conservandoli in acqua e sale saranno un’ottima alternativa ai capperi.

MALVA

Vi sono circa 30 specie di malva in Italia, ma quella più usata in cucina è la Malva Silvestris. Essa si riconosce facilmente grazie al fiore lilla a cinque petali, simili ad un’ala di farfalla; nasce da aprile ad ottobre un po’ovunque: nei campi, orti e vicino alle case.
Della malva si possono raccogliere sia i fiori che le foglie; per cucinarli basta scottarli, passarli in padella con scalogno e usarli come base per insalate, risotti, frittate e minestroni.

CARDO SELVATICO

Esiste una grande varietà di cardi selvatici, Il più comune è il carciofo selvatico detto anche cardone. Esso spunta soprattutto dove ci sono ghiaia, sabbia o accumuli di pietre. La base della pianta è perenne, ma i capolini violetti (ovvero le “verdure”) nascono in primavera nella parte finale del fusto e sono protetti da un calice spinoso.
Di questa pianta si usano molte parti: il capolino cucinandolo come il carciofo coltivato, gli steli giovani privati dalla parte esterna fibrosa crudi o cotti in padella e le “coste” delle foglie più grandi gratinandole in forno.

ORTICA

L’ortica è una delle erbe spontanee commestibili più facilmente riconoscibili grazie alle sue foglie ricoperte da una fitta peluria pungente, la quale, se viene sfiorata, scatena forte bruciore e prurito; è necessario, perciò, raccoglierla indossando dei guanti da giardino che andranno tenuti anche durante il lavaggio. Una volta cotte le foglie perderanno completamente il loro potere urticante.
Questa pianta infestante cresce nei prati incolti, negli orti e lungo i muretti di campagna soleggiati.
Il suo gusto ricorda quello degli spinaci, si cuoce lessandola e poi saltandola in padella, dopodiché la si può mangiare da sola con olio e peperoncino o aggiungerla a frittate e minestre. Un’idea sfiziosa è mescolarla alla pastella e crearne deliziose frittelle, oppure tritarla insieme alla ricotta ed usarla come ripieno dei ravioli.

CICORIA

La cicoria è una pianta comunissima in pianura, fiorisce in estate e bisogna raccoglierla prima che i suoi fiori azzurri sboccino.
Di essa si possono mangiare sia le foglie (cotte o crude), sia i germogli in insalata con acciughe preparando le puntarelle alla romana.

LUPPOLO SELVATICO

A questa erba spontanea ho dedicato un intero articolo, leggilo qui.

DUE ESEMPI DI RICETTE VELOCI CON ERBE SELVATICHE