LUVERTIN: le cime di luppolo selvatico

LUVERTIN: le cime di luppolo selvatico

La raccolta dei luvertin, ovvero del luppolo selvatico, è uno dei tanti ricordi dell’infanzia trascorsa nella casa in campagna di mia nonna che conservo gelosamente; durante le mattine primaverili ci armavano di una cesta, forbicine ed andavamo nelle rive a caccia di questa erba spontanea per poi cucinarla a pranzo in una gustosa frittata.

Io sono Piemontese e qui l’amore per i luvertin si tramanda di generazione in generazione: in qualsiasi bosco tu vada a passeggiare in primavera, avrai la certezza di trovare almeno tre persone chine tra i rovi con sacchetto alla mano intente nella ricerca della squisita erbetta.
Tuttavia questa non è solo una tradizione isolata, ma unisce tutte le regioni italiane semplicemente variando nome: in Lombardia il luppolo selvatico diventa luartis, in Umbria luperi, in Veneto bruscandolo, in Friuli urtizon e via dicendo.
Si pensi che il luppolo selvatico è stato persino citato da Ugo Foscolo nel libro “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”; qui viene descritta una cena di maggio di una famiglia delle campagne venete: le donne mettono in tavola una minestra di bruscandoli colti durante il pomeriggio nei campi.

Bando alle ciance, ora scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere su questa pianta commestibile!

CHE COS’È IL LUVERTIN E COME SI RICONOSCE?

Il luvertin, detto anche luppolo selvatico o asparago selvatico per la somiglianza con l’asparago comune, è una pianta rampicante che cresce sulle rive incolte e coperte di rovi aggrappandosi ad altri fusti. Predilige l’ambiente umido, dunque sarà più facile trovarlo nei pressi di corsi d’acqua.
La parte commestibile di questa erba spontanea sono le cime; esse vanno raccolte in primavera, da marzo a maggio quando nascono i germogli, aiutandosi con delle forbicine e tagliando a 15-20cm sotto la punta dei rami. È importante non prendere la parte al di sotto di questa lunghezza perché la consistenza risulterà sgradevole in bocca essendo molto legnosa e fibrosa.

Quando si va a “caccia” di luppolo selvatico bisogna prestare molta attenzione perché vi sono molte erbe infestanti non commestibili che hanno un aspetto estremamente simile. Il luvertin è una pianta dal fusto esile e resinoso con foglie cuoriformi che hanno tre o quattro lobi; una volta individuata l’erba con queste caratteristiche visive, per assicurarvi che sia davvero luvertin, vi basterà toccare le foglie: se risulteranno ruvide, allora potrete coglierlo, se sono lisce non è lui!

COME CONSERVARE E LAVARE IL LUPPOLO SELVATICO?

Come per tutte le erbe, è preferibile consumare il luppolo selvatico appena colto, ma se non vi fosse possibile, allora raggruppatelo in mazzetti, poneteli in un bicchiere d’acqua e mettetelo in frigo. Una volta cotto, invece, potrà essere conservato in frigorifero in un qualsiasi contenitore per 3 o 4 giorni, oppure congelato in freezer.

Per quanto riguarda il lavaggio basterà lasciarle i luvertin in ammollo con bicarbonato per una mezz’oretta e poi sciacquarli sotto acqua fresca corrente.

COME CUCINARE LE CIME DI ASPARAGO SELVATICO?

Innanzitutto è doveroso dire che i luvertin sono una pietanza ipocalorica (100g hanno circa 20kcal) e sana: possiedono proprietà tonificanti e diuretiche, in più stimolano il fegato al corretto funzionamento.

La preparazione più veloce delle cime di asparago selvatico consiste nel farle lessare in poca acqua per 5-10 minuti e poi farli saltare in padella con olio, uno spicchio d’aglio, sale e limone. Potete gustarli così, oppure inserirli in un risotto, nel ripieno dei ravioli o nelle minestre.
La mia ricetta preferita rimane comunque la frittata. Ecco come la facevamo io e mia nonna:

  • 200 g di luvertin
  • 4 uova
  • Parmigiano grattugiato (a piacere)
  • una noce di burro
  • olio evo q.b.
  • maggiorana q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Lavate le cime di luppolo selvatico e scottatele per 5 minuti in acqua bollente e salata; dopodiché scolatele e tagliatele a tocchetti.
In una padella fate rosolare in olio il cipollotto tagliato finemente, aggiungete il luppolo e fate saltare per qualche minuto: in questo modo i luvertin si asciugheranno dall’acqua in eccesso e si insaporiranno.
Mentre i luvertin intiepidiscono, sbattete le uova in una ciotola con sale, pepe, maggiorana e parmigiano. Quando il tutto sarà amalgamato aggiungete i luvertin e continuate a mescolare.
Infine, scaldate una padella antiaderente con una noce di burro e versatevi il composto; fate cuocere la frittata su ogni lato per qualche minuto (fino a doratura) e poi servitela, magari dentro ad un panino insieme ad un velo di maionese…

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